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Isolamento termico

A casa, quando senti freddo, la prima cosa che fai è chiudere le finestre, e solo dopo alzi il riscaldamento. Nessuno terrebbe i termosifoni al massimo con gli infissi spalancati, perché lo spreco sarebbe talmente evidente da sembrare ridicolo.

Eppure negli impianti industriali succede qualcosa di molto simile, ogni giorno, tutto l’anno. Valvole che lavorano a 300 °C senza alcun rivestimento, flange scoperte, tubazioni bollenti esposte all’aria. L’energia esce indisturbata e nessuno ci fa più caso, perché “è sempre stato così” e perché quelle perdite non fanno rumore e non fermano la produzione.

Inoltre, se la tua casa fosse in classe energetica E o F non la butteresti giù per ricostruirla. Faresti interventi mirati – serramenti, cappotto, fotovoltaico – con un ritorno misurabile in bolletta. In impianto vale lo stesso identico principio: non serve rifare tutto da zero. Serve prima smettere di riscaldare l’aria che nessuno usa.

Le dispersioni che non vedi ti costano ogni giorno, anche quando l’impianto funziona

Una valvola non isolata che lavora a 300 °C disperde calore in modo continuo, ventiquattr’ore su ventiquattro, per tutti i 365 giorni dell’anno. Se moltiplichi questo per le decine o centinaia di punti scoperti presenti in un impianto medio, il conto economico sale in fretta e in modo significativo.

Il problema è che queste perdite non generano allarmi e non fermano la produzione. Semplicemente consumano energia e generano costi che finiscono nella bolletta senza che nessuno riesca ad attribuirli a una causa precisa. Restano lì, anno dopo anno, proprio perché non provocano guasti visibili.

La buona notizia è che oggi esiste un modo concreto per stanare queste perdite e metterci un numero sopra. Con un’analisi termografica e un censimento dei punti critici – tubazioni, serbatoi, valvole, flange, scambiatori – si riesce finalmente a quantificare quanta energia viene dispersa, quanto costa ogni anno e dove conviene intervenire per primo.

Isolare i punti scoperti riduce i consumi da subito, senza toccare il processo produttivo

Un intervento di isolamento su corpi caldi o freddi non richiede modifiche strutturali all’impianto, non impone di fermare la produzione per settimane e non comporta permessi complessi o riprogettazioni. Si tratta di installare cuscini termici rimovibili, rivestimenti tecnici o coibentazioni su misura nei punti che l’analisi ha identificato come prioritari.

L’effetto è diretto e misurabile: meno dispersione termica, meno energia consumata, meno CO₂ emessa. E il bello è che il ritorno si può calcolare prima ancora di intervenire, perché l’audit restituisce dati precisi per ogni singolo punto: kWh dispersi, costo annuo della dispersione, risparmio atteso dopo l’intervento, riduzione delle emissioni.

Prima elimini gli sprechi visibili, poi guardi al futuro con rinnovabili e recupero del calore

Fotovoltaico, elettrificazione dei processi, recupero termico, monitoraggio smart: sono tutti passi importanti verso un impianto più sostenibile. Ma partire da lì senza aver prima eliminato le dispersioni di base è come installare pannelli solari su una casa con le finestre rotte. L’effetto c’è, ma una parte dell’investimento viene vanificata dallo spreco che resta.

L’isolamento è il prerequisito, l’intervento con il rapporto costo-beneficio più favorevole e il più rapido da implementare. Ogni euro risparmiato sulle dispersioni diventa un euro che puoi reinvestire in tecnologie più avanzate, partendo da una base energetica già ottimizzata e con risultati già misurabili alle spalle.

Come scoprire esattamente dove il tuo impianto spreca energia e quanto ti costa

Il percorso è più semplice di quanto sembri. Si parte da un audit energetico TipCheck, il sopralluogo tecnico di New Componit con analisi termografica che mappa tutti i punti non isolati o isolati male del tuo impianto, e per ciascuno calcola la dispersione in kWh, il costo annuo e il risparmio ottenibile.

Il risultato è una fotografia oggettiva che ti dice esattamente dove intervenire, in che ordine e con quale ritorno atteso. Finalmente hai in mano dati e numeri su cui decidere.

La maggior parte delle aziende rimanda. “Lo facciamo il prossimo anno.” “Adesso ci sono altre priorità.” Intanto il margine operativo si assottiglia un po’ ogni mese, senza che nessuno riesca a indicare la causa esatta.

Se vuoi capire quanto sta perdendo il tuo impianto, parliamone. New Componit effettua audit TipCheck e interventi di isolamento tecnico industriale da 40 anni, in Italia e nel mondo. La prima cosa da fare è guardare i numeri insieme.

La risposta è… dipende!

In particolare, ciò che fa la differenza è la scelta iniziale in fase di progettazione: vediamo insieme cosa significa.

Il consiglio è quindi quello di specificare tutte le necessità del tuo impianto fin da subito, per evitare brutte sorprese e interruzioni della produzione non programmati.

Vuoi migliorare comfort e performance nel tuo impianto con una soluzione su misura?

Come ridurre i consumi energetici?

Come tagliare i costi in bolletta?

Queste due domande ci hanno accompagnato per tutto il 2022 e sono ancora attuali nel 2023. Le aziende, grandi o piccole che siano, sono costantemente impegnate nel tentativo di ottimizzare i processi e risparmiare sui consumi.

Dunque, cosa si può fare in concretezza?

Nel caso degli stabilimenti industriali accade molto frequentemente che gli impianti dissipino grandi quantità di energia senza che nessuno se ne renda conto; sembra assurdo ma è proprio così e durante la nostra esperienza lavorativa abbiamo riscontrato numerose situazioni di questo tipo.

Ogni minuto in cui l’impianto è in funzione spreca energia, facendo aumentare la bolletta e divenendo fonte di inquinamento.

Come mai si verifica questa situazione?

All’interno di un impianto industriale, ci possono essere delle “zone” in cui si verifica una dispersione del calore necessario al suo corretto funzionamento; dal momento che il raggiungimento delle temperature previste richiede un consumo di energia, bisogna evitare che ciò accada.

Per prima cosa bisogna subito controllare lo stato di tubazioni, valvole, filtri o altre apparecchiature che possono essere mal isolate o, peggio ancora, per niente isolate.

Dunque, l’isolamento termico degli impianti costituisce una soluzione ottimale per controllare i consumi energetici; questo sistema, però, comporta anche una serie di altri importanti vantaggi. Vediamoli insieme.

1. Riduzione delle emissioni di CO2

Limitando i consumi energetici e le dispersioni di calore si riducono automaticamente le emissioni di CO2 rilasciate nell’atmosfera; pertanto, un’azienda, oltre a risparmiare, riesce anche a limitare gli effetti del proprio impatto sull’ambiente.

2. Riduzione di altri costi aziendali

Come ben saprai, ci sono tante altre voci di costo, oltre ai consumi energetici, che impattano sul bilancio; tra queste, ci sono le spese legate alle manutenzioni delle apparecchiature o alla sostituzione di parti usurate.

Se nell’impianto ci sono delle dispersioni di calore, è possibile che le attrezzature coinvolte stiano lavorando in una condizione di stress che porta più velocemente alla loro usura, richiedendo di conseguenza manutenzioni o sostituzioni.

3. Aumento della sicurezza

L’isolamento non solo protegge i tuoi collaboratori dal pericolo legato ai punti caldi e freddi presenti all’interno dell’impianto ma anche dal rumore. Ne emerge, pertanto, un beneficio anche in termini di tutela della salute dei lavoratori.

Il timore dei costi iniziali

Nonostante i benefici soprariportati, le aziende sono spesso intimorite dai costi legati all’installazione di un sistema di isolamento termico o all’ottimizzazione del sistema preesistente.

Ma in questo caso bisogna ragionare con i numeri alla mano riflettendo sull’ammontare del risparmio energetico e sui tempi di rientro dell’investimento.

Su quest’aspetto sono stati condotti anche una serie di studi specifici volti ad approfondire il rapporto tra il risparmio energetico ottenuto grazie agli isolanti e il consumo di energia necessaria alla loro produzione; bastano pochi mesi di utilizzo per compensare questi due fattori. Emerge, inoltre, che durante il loro ciclo di vita i materassini isolanti possano far risparmiare fino a 150 volte l’energia necessaria alla loro produzione.

Quando parliamo di isolamento termico è fondamentale trovare delle soluzioni studiate in base alle specifiche esigenze del cliente che tengano conto di tre fattori fondamentali:

  • le temperature da considerare;
  • la riduzione delle emissioni in atmosfera;
  • il conseguente risparmio energetico.

Solo così è possibile arrivare a una soluzione che porti a un reale efficientamento energetico. In questi casi, quindi, non si può improvvisare.

New Componit è membro ufficiale dell’organizzazione Eiif (European Industrial Insulation Foundation) e ha ottenuto la certificazione per fornire il Tipcheck, l’audit energetico sugli impianti, volto a redigere uno report dettagliato sui possibili interventi di coibentazione termica da mettere in atto, che possono fornire un reale e misurabile risparmio energetico.

Proprio nell’ottica del risparmio energetico, New Componit ha realizzato Enersave, i cuscini termici per valvole e flange che consentono di ottimizzare i consumi e salvaguardare l’ambiente. Gli Enersave sono materassini smontabili e poi riapplicabili che possono essere personalizzati sulla base delle singole esigenze.

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