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Simone Balbi

A casa, quando senti freddo, la prima cosa che fai è chiudere le finestre, e solo dopo alzi il riscaldamento. Nessuno terrebbe i termosifoni al massimo con gli infissi spalancati, perché lo spreco sarebbe talmente evidente da sembrare ridicolo.

Eppure negli impianti industriali succede qualcosa di molto simile, ogni giorno, tutto l’anno. Valvole che lavorano a 300 °C senza alcun rivestimento, flange scoperte, tubazioni bollenti esposte all’aria. L’energia esce indisturbata e nessuno ci fa più caso, perché “è sempre stato così” e perché quelle perdite non fanno rumore e non fermano la produzione.

Inoltre, se la tua casa fosse in classe energetica E o F non la butteresti giù per ricostruirla. Faresti interventi mirati – serramenti, cappotto, fotovoltaico – con un ritorno misurabile in bolletta. In impianto vale lo stesso identico principio: non serve rifare tutto da zero. Serve prima smettere di riscaldare l’aria che nessuno usa.

Le dispersioni che non vedi ti costano ogni giorno, anche quando l’impianto funziona

Una valvola non isolata che lavora a 300 °C disperde calore in modo continuo, ventiquattr’ore su ventiquattro, per tutti i 365 giorni dell’anno. Se moltiplichi questo per le decine o centinaia di punti scoperti presenti in un impianto medio, il conto economico sale in fretta e in modo significativo.

Il problema è che queste perdite non generano allarmi e non fermano la produzione. Semplicemente consumano energia e generano costi che finiscono nella bolletta senza che nessuno riesca ad attribuirli a una causa precisa. Restano lì, anno dopo anno, proprio perché non provocano guasti visibili.

La buona notizia è che oggi esiste un modo concreto per stanare queste perdite e metterci un numero sopra. Con un’analisi termografica e un censimento dei punti critici – tubazioni, serbatoi, valvole, flange, scambiatori – si riesce finalmente a quantificare quanta energia viene dispersa, quanto costa ogni anno e dove conviene intervenire per primo.

Isolare i punti scoperti riduce i consumi da subito, senza toccare il processo produttivo

Un intervento di isolamento su corpi caldi o freddi non richiede modifiche strutturali all’impianto, non impone di fermare la produzione per settimane e non comporta permessi complessi o riprogettazioni. Si tratta di installare cuscini termici rimovibili, rivestimenti tecnici o coibentazioni su misura nei punti che l’analisi ha identificato come prioritari.

L’effetto è diretto e misurabile: meno dispersione termica, meno energia consumata, meno CO₂ emessa. E il bello è che il ritorno si può calcolare prima ancora di intervenire, perché l’audit restituisce dati precisi per ogni singolo punto: kWh dispersi, costo annuo della dispersione, risparmio atteso dopo l’intervento, riduzione delle emissioni.

Prima elimini gli sprechi visibili, poi guardi al futuro con rinnovabili e recupero del calore

Fotovoltaico, elettrificazione dei processi, recupero termico, monitoraggio smart: sono tutti passi importanti verso un impianto più sostenibile. Ma partire da lì senza aver prima eliminato le dispersioni di base è come installare pannelli solari su una casa con le finestre rotte. L’effetto c’è, ma una parte dell’investimento viene vanificata dallo spreco che resta.

L’isolamento è il prerequisito, l’intervento con il rapporto costo-beneficio più favorevole e il più rapido da implementare. Ogni euro risparmiato sulle dispersioni diventa un euro che puoi reinvestire in tecnologie più avanzate, partendo da una base energetica già ottimizzata e con risultati già misurabili alle spalle.

Come scoprire esattamente dove il tuo impianto spreca energia e quanto ti costa

Il percorso è più semplice di quanto sembri. Si parte da un audit energetico TipCheck, il sopralluogo tecnico di New Componit con analisi termografica che mappa tutti i punti non isolati o isolati male del tuo impianto, e per ciascuno calcola la dispersione in kWh, il costo annuo e il risparmio ottenibile.

Il risultato è una fotografia oggettiva che ti dice esattamente dove intervenire, in che ordine e con quale ritorno atteso. Finalmente hai in mano dati e numeri su cui decidere.

La maggior parte delle aziende rimanda. “Lo facciamo il prossimo anno.” “Adesso ci sono altre priorità.” Intanto il margine operativo si assottiglia un po’ ogni mese, senza che nessuno riesca a indicare la causa esatta.

Se vuoi capire quanto sta perdendo il tuo impianto, parliamone. New Componit effettua audit TipCheck e interventi di isolamento tecnico industriale da 40 anni, in Italia e nel mondo. La prima cosa da fare è guardare i numeri insieme.

Quando si lavora in ambienti ad alta temperatura, l’isolamento non può permettersi compromessi, ma deve essere efficace, resistente… e soprattutto sicuro.

Negli ultimi anni, sempre più aziende stanno scegliendo una nuova generazione di materiali: i cosiddetti “calcium free”, realizzati in fibra di quarzo ad alta purezza.

Perché? Perché riescono a resistere al calore estremo senza innescare reazioni chimiche pericolose.

Una scelta intelligente – e sempre più diffusa – per chi non vuole solo buone prestazioni, ma anche più tutela per chi lavora, meno rischi nascosti e più tranquillità normativa.

Cosa sono i materiali “calcium free”?

Sono materiali tecnici avanzati, privi di componenti che possono innescare reazioni indesiderate ad alte temperature, come ossidi di calcio, sodio o potassio.

Sono ottenuti attraverso un processo di purificazione chimica che consente di raggiungere una composizione a oltre il 95% di biossido di silicio (SiO), con l’aggiunta di allumina per aumentarne la stabilità.

Rispetto agli isolanti tradizionali – lana di roccia, fibre ceramiche, fibre vetrose non trattate – presentano:

  • Maggiore resistenza termica (fino a 1200°C);
  • Stabilità dimensionale anche in ambienti aggressivi;
  • Assenza di rilascio di sostanze pericolose;

In sintesi: sono materiali progettati per proteggere impianti e persone, anche nei punti critici come giunti, turbine, compensatori e flange.

Perché sono così importanti?

Perché non tutti gli isolanti sono uguali.

A certe temperature, isolanti tradizionali contenenti calcio possono reagire con acciai al cromo e ossigeno, formando cromo esavalente – una sostanza classificata come cancerogena di categoria 1B.

Con i materiali “calcium free” questo rischio viene eliminato alla radice: non c’è calcio, quindi non si innesca alcuna reazione.

E questo significa:

  • Meno esposizione per gli operatori;
  • Nessuna bonifica straordinaria;
  • Maggiore facilità nel rispettare le normative (come il Regolamento REACH e il D.Lgs. 81/2008);
  • Meno sorprese durante audit e ispezioni ambientali o HSE.

I vantaggi per la tua azienda

Adottare materiali “calcium free” significa:

  • Ridurre i rischi chimici legati alla formazione di cromo esavalente.
  • Tutelare la salute dei lavoratori con soluzioni sicure anche in condizioni critiche.
  • Snellire le procedure HSE ed evitare costose bonifiche.
  • Allungare la durata degli isolanti anche in ambienti aggressivi.
  • Gestire meno imprevisti, più controllo e conformità normativa.

Non è solo una scelta tecnica: è un modo di lavorare più consapevole, moderno e responsabile.

Green Flex: più di un prodotto, una scelta responsabile

Scegliere materiali più sicuri significa investire in impianti più affidabili, operatori più protetti e aziende più solide. E i materiali “calcium free”, come quelli utilizzati nella produzione dei manufatti della linea Green Flex, rappresentano oggi lo standard tecnico per chi lavora ad alte temperature e vuole eliminare il rischio alla radice.

Green Flex è progettato per non generare cromo esavalente, anche nelle condizioni più critiche, e per offrire prestazioni stabili, durature e conformi alle normative più esigenti.

Vuoi sapere se il tuo impianto utilizza ancora materiali potenzialmente a rischio?

Contatta oggi il team di New Componit per una consulenza gratuita: analizzeremo insieme i punti critici e ti aiuteremo a scegliere la soluzione giusta per lavorare in sicurezza, con più controllo e meno imprevisti.

Perché un buon isolamento non è solo una barriera. È un vantaggio competitivo che protegge, semplifica e migliora ogni aspetto operativo.

Non è solo una questione di energia e CO₂.

Quando si parla di isolamento tecnico industriale, la mente corre subito a concetti come efficienza energetica, protezione degli impianti, riduzione delle emissioni o rispetto delle normative. Tutto corretto. Ma questa visione è incompleta.

Sempre più aziende stanno scoprendo un altro valore, forse meno evidente ma altrettanto strategico: l’impatto diretto sul benessere delle persone che lavorano negli ambienti produttivi.

Temperature più stabili, meno rumore, maggiore sicurezza: quello che un tempo era percepito come un intervento esclusivamente tecnico sta diventando una leva concreta per migliorare la qualità della vita sul posto di lavoro, ridurre gli infortuni e aumentare la produttività.

Una trasformazione silenziosa, ma reale, che sta spostando l’attenzione dall’impianto… alle persone.

E forse è arrivato il momento di iniziare a guardare l’isolamento tecnico anche da questa nuova prospettiva.

Un problema spesso sottovalutato: il comfort nei reparti produttivi

Chi lavora ogni giorno in un impianto industriale lo sa bene: il caldo intenso vicino a tubazioni e valvole non isolate, il rumore costante delle apparecchiature in funzione, l’impossibilità di toccare una superficie senza rischiare una bruciatura… sono fattori che incidono direttamente sul benessere psicofisico.

  • La fatica aumenta.
  • La concentrazione si riduce.
  • Gli errori si moltiplicano.
  • Il rischio di infortuni è sempre dietro l’angolo.

Eppure, spesso tutto questo viene accettato come parte inevitabile del lavoro. Ma non dev’essere per forza così.

L’isolamento tecnico è già la risposta. I nostri cuscini termici Enersave – progettati per valvole, flange, pompe e filtri – non servono solo a contenere le dispersioni di calore e risparmiare energia. Offrono vantaggi concreti, visibili e misurabili anche per chi lavora ogni giorno accanto a quelle stesse apparecchiature:

  • Abbassano la temperatura superficiale dei componenti isolati, riducendo drasticamente il rischio di contatto accidentale con elementi bollenti.
  • Stabilizzano l’ambiente, contribuendo a creare condizioni termiche più equilibrate, specialmente nei reparti dove si alternano zone fredde e zone calde.
  • Smorzano il rumore generato dalle apparecchiature in funzione, rendendo il reparto più vivibile e meno stressante dal punto di vista acustico.

Il risultato? Una qualità della vita migliore per chi lavora

Quando si migliora il comfort operativo, si innesca un circolo virtuoso:

  • Gli operatori sono più attenti e sereni.
  • Lavorano in condizioni più sicure.
  • Riducono il margine di errore.
  • E, aspetto tutt’altro che secondario, percepiscono un’attenzione concreta da parte dell’azienda nei loro confronti.

Quello che era considerato un semplice rivestimento tecnico, si trasforma così in un vero alleato per la produttività e la motivazione del personale.

Un vantaggio anche per l’imprenditore

L’adozione di sistemi di isolamento tecnico come Enersave porta benefici anche sul piano gestionale:

  • Riduzione degli infortuni = meno giorni persi e meno costi imprevisti.
  • Ambiente più confortevole = più facilità nel trattenere personale qualificato.
  • Manutenzione facilitata = i cuscini sono removibili e riapplicabili, semplificando le ispezioni.
  • Risparmio energetico = meno dispersioni significa bollette più leggere e più sostenibilità.

Non è un sogno. Funziona, e funziona da subito. Chi ha implementato queste soluzioni ha registrato risultati tangibili già nelle prime settimane.

Il cambiamento parte dai dettagli. E questi fanno davvero la differenza

In un momento in cui il benessere dei dipendenti è un tema sempre più centrale, è il momento di guardare anche ai dettagli tecnici con occhi nuovi.

Perché un ambiente più confortevole, sicuro e stabile si costruisce anche con una valvola ben isolata.

Vuoi saperne di più su come migliorare il comfort e l’efficienza del tuo impianto?

Contatta New Componit per una consulenza dedicata. Un piccolo intervento. Un grande passo per chi lavora ogni giorno al tuo fianco.

Fino a oggi, la valutazione dell’efficienza di un sistema di isolamento tecnico industriale si basava spesso su ipotesi, stime o parametri generici.

Dal 1° dicembre 2024, con l’entrata in vigore della norma EN 17956:2024, le imprese hanno finalmente a disposizione uno strumento oggettivo, misurabile e indipendente per valutare la performance energetica del proprio sistema di isolamento.

Un cambio di paradigma che può trasformare un’area spesso trascurata dell’impianto in una leva concreta di performance, sostenibilità e competitività.

Cosa prevede lo standard EN 17956:2024 e perché segna un punto di svolta

La EN 17956:2024 è uno standard europeo pensato per portare trasparenza, comparabilità e metodo scientifico nella valutazione dei sistemi di isolamento tecnico.

Il suo cuore è un sistema di classificazione energetica che assegna un punteggio da A (massima efficienza) a G (minima), sulla base della densità di flusso termico disperso.

In pratica: più un isolamento è efficace nel trattenere energia, più alta sarà la sua classe. Se invece lascia passare troppo calore (oltre il valore massimo della classe F), verrà classificato come G.

Questa metodologia rappresenta una rivoluzione per diversi motivi:

  • È indipendente dal materiale usato, poiché valuta la performance effettiva, non la marca o la tipologia dell’isolante.
  • È applicabile a ogni geometria, come tubazioni, superfici piane, componenti speciali e qualsiasi altra forma presente in impianti industriali complessi.
  • Copre un ampio range di temperature, da -30°C a +650°C.
  • È replicabile e comparabile, perciò ogni azienda può ottenere una valutazione coerente e confrontabile con quella di altri operatori o impianti.

Per le aziende questo si traduce in un’opportunità chiara: sapere esattamente dove, quanto e perché stanno perdendo energia, per intervenire in modo mirato.

Ma come si applica concretamente lo standard EN 17956:2024? Lo vediamo nelle prossime righe.

Come funziona il metodo (e cosa ti permette di fare)

Il processo di classificazione secondo EN 17956:2024 è strutturato in quattro passaggi chiave, pensati per accompagnare l’azienda dalla definizione dell’obiettivo fino alla lettura dei risultati.

1. Selezione della classe di efficienza

Si parte sempre da una scelta strategica: qual è il livello di efficienza energetica che voglio (o posso) raggiungere?

Scegliere la classe desiderata (da A a F) ti permette di calibrare l’intervento in base al ROI atteso.

2. Identificazione della temperatura di processo

Ogni impianto ha condizioni operative specifiche. Indicando la temperatura di esercizio, è possibile calcolare lo spessore necessario e la tipologia più adatta di isolante per rientrare nella classe selezionata.

3. Definizione della geometria

Si specificano forma, dimensioni e tipologia della superficie o componente da isolare (tubi, superfici, flange, ecc.). Questo passaggio è essenziale per simulazioni affidabili.

4. Interpretazione dei risultati

Il sistema restituisce il valore massimo di dispersione ammesso per la classe scelta, insieme all’indicazione dello spazio minimo necessario per rispettarla. In questo modo puoi verificare se l’isolamento attuale è adeguato… o quanto sei lontano dal tuo obiettivo.

Da “costo tecnico” a leva strategica: i benefici per la tua impresa

Troppo spesso l’isolamento tecnico viene trattato come una voce passiva nei budget di manutenzione, con perdite invisibili che, su scala europea, si traducono in costi economici enormi ogni anno.

Adottare la EN 17956:2024 significa cambiare prospettiva:

  • Puoi misurare con precisione l’efficienza del tuo isolamento, con dati concreti, non supposizioni.
  • Puoi identificare i punti critici dell’impianto e pianificare un revamping con un ritorno sull’investimento misurabile.
  • Puoi confrontare soluzioni diverse in modo oggettivo, senza basarti solo su schede tecniche o brochure commerciali.
  • Puoi dimostrare conformità a normative come la EED e la IED, sempre più centrali nelle politiche di sostenibilità.
  • E soprattutto: puoi ridurre i consumi e i costi, migliorando la competitività e riducendo l’impronta ambientale.

Vuoi sapere come applicare la EN 17956:2024 al tuo impianto?

Noi di New Componit possiamo supportarti passo dopo passo: dalla valutazione iniziale alla simulazione delle performance, fino alla proposta di soluzioni su misura per rispettare gli standard più elevati.

Contattaci per richiedere una simulazione basata sul metodo TIPCHECK, il nostro protocollo di diagnosi energetica utile a identificare le dispersioni termiche e quantificare il risparmio potenziale.

Scoprirai dove stai perdendo energia… e quanto potresti davvero risparmiare.

Perché oggi l’isolamento non è più solo una protezione.

È un vantaggio competitivo.

Vuoi migliorare comfort e performance nel tuo impianto con una soluzione su misura?

Nell’era della trasformazione digitale, la sicurezza delle informazioni è diventata un pilastro essenziale per proteggere dati aziendali e clienti. Con minacce informatiche in continua evoluzione, garantire un ambiente sicuro non è solo una priorità, ma una responsabilità strategica per ogni impresa.

Tuttavia, garantire un ambiente sicuro non significa solo adottare tecnologie all’avanguardia: richiede un cambiamento culturale profondo, che coinvolga ogni livello dell’organizzazione.

Per questo motivo, in New Componit abbiamo intrapreso un percorso ambizioso di rafforzamento della sicurezza delle informazioni, basato su tre pilastri principali: formazione continua, tecnologia proattiva e una cultura della collaborazione.

Questo cammino non è solo un investimento per proteggere la nostra azienda, ma un impegno per garantire che i dati dei nostri clienti siano sempre al sicuro.

Formazione continua: il cuore della strategia

In New Componit siamo convinti che il primo passo verso una maggiore sicurezza risieda nelle persone. Ogni nostro collaboratore è parte attiva di questo percorso, perché la consapevolezza e la preparazione individuale sono i nostri più grandi alleati. Non basta dotarsi delle migliori tecnologie: se le persone non sono preparate a riconoscere e gestire le minacce, l’intero sistema di sicurezza può diventare vulnerabile.

La formazione continua è quindi il cuore della nostra strategia. Organizziamo regolarmente sessioni che non si limitano alla teoria, ma offrono strumenti pratici e immediatamente applicabili. I nostri collaboratori imparano, ad esempio, a:

  • Riconoscere e gestire e-mail di phishing.
  • Creare e conservare password sicure.
  • Applicare le migliori pratiche per la protezione dei dati sensibili.
  • E molto altro.

Questo approccio ci permette di trasformare ogni collaboratore da “anello debole” della catena a “prima linea di difesa” dell’azienda. La sicurezza delle informazioni, infatti, non può essere delegata: è una responsabilità condivisa che coinvolge ogni persona all’interno dell’organizzazione.

Tecnologia e prevenzione: un approccio proattivo

Se le persone sono il cuore della strategia, la tecnologia rappresenta la spina dorsale del nostro sistema di sicurezza.

Sappiamo che la sicurezza assoluta non esiste, ma un metodo preventivo e dinamico può fare la differenza. Utilizziamo soluzioni tecnologiche avanzate per monitorare in tempo reale la nostra infrastruttura, identificando e mitigando le minacce prima che possano causare danni.

Queste tecnologie ci permettono di:

  • Monitorare costantemente il traffico di dati e i comportamenti sospetti.
  • Individuare rapidamente le vulnerabilità e intervenire tempestivamente.
  • Proteggere sia i dati aziendali sia quelli dei nostri clienti, rafforzando la fiducia che ripongono in noi.

Grazie a questi strumenti, possiamo garantire un ambiente più sicuro per i nostri processi e, di conseguenza, per le attività dei nostri partner. La fiducia è un elemento cruciale in qualsiasi relazione commerciale, e la sicurezza delle informazioni è uno dei modi migliori per costruirla e consolidarla nel tempo.

Protezione delle informazioni: un impegno di squadra

La sicurezza delle informazioni non è quindi un traguardo, ma un percorso in continua evoluzione. Ogni giorno emergono nuove minacce, e il nostro impegno è quello di anticiparle e affrontarle con determinazione. Per farlo, crediamo nella forza della collaborazione: lavoriamo insieme al nostro team e ai nostri partner per costruire un sistema sicuro e resiliente.

Ogni passo avanti che compiamo è il risultato di un lavoro di squadra, in cui il contributo di ogni individuo è fondamentale.

Questo ci consente di affrontare le sfide del futuro con fiducia e determinazione, costruendo un ambiente sicuro non solo per New Componit, ma anche per i clienti che si affidano a noi.

Sicurezza ed efficienza energetica: due obiettivi complementari

La sicurezza delle informazioni è parte integrante del nostro impegno più ampio verso l’efficienza e l’innovazione industriale. Proteggere i dati significa proteggere le soluzioni che offriamo, garantendo che i nostri clienti possano contare su processi sicuri ed efficienti.

Inoltre, la nostra esperienza trentennale nello sviluppo di soluzioni tessili per l’isolamento termico ci ha insegnato che ogni dettaglio conta. Ridurre le perdite termiche e ottimizzare le prestazioni degli impianti sono obiettivi che richiedono precisione, ma anche una gestione sicura e affidabile dei dati che supportano questi processi.

New Componit è al fianco delle aziende industriali non solo per migliorare l’efficienza energetica, ma anche per costruire un futuro più sicuro. La nostra esperienza e il nostro impegno ci permettono di essere un partner affidabile e proattivo in entrambi gli ambiti.

Vuoi migliorare comfort e performance nel tuo impianto con una soluzione su misura?

Quando si lavora con sistemi isolanti, è fondamentale prestare attenzione a potenziali contaminazioni da cromo esavalente o suoi composti, soprattutto se l’impianto opera a temperature superiori ai 300°C.

In particolare, durante lo smontaggio dei sistemi isolanti è importante notare l’eventuale presenza di polvere giallastra all’interno dell’isolamento o sul componente precedentemente isolato: in questo caso sono necessarie azioni di protezione immediate.

Se hai rilevato la polvere giallastra ed eseguendo un test rapido del cromo hai accertato la presenza di cromo esavalente nel tuo impianto devi segnalare subito la sua presenza e procedere con una bonifica.

In generale, ricorda che le operazioni di smontaggio e disinstallazione di isolamenti dovrebbero essere eseguite da personale preposto ed adeguatamente istruito a farlo e che l’eventuale pulizia della macchina deve essere gestita da società preposte a farlo in sicurezza.

Inoltre, se i materiali isolanti sono già stati usati, devi sempre considerarli contaminati e smaltirli correttamente.

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