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Roberto Tacchinardi

In un impianto industriale, qualsiasi sia il settore di appartenenza, possono insorgere numerosi problemi; alcuni sono all’ordine del giorno e di conseguenza le soluzioni possono essere a portata di mano.

In altri casi invece si possono verificare delle problematiche meno comuni dovute al ripetersi quotidiano di una situazione dannosa, molto più complesse da risolvere.

Questo è il caso dei materiali granulari: parliamo di quel pulviscolo, dalla granulometria più o meno elevata, che si forma durante il processo industriale e che finisce per danneggiare i macchinari.

Come spesso accade in queste situazioni, tendiamo a rimandare la risoluzione di un problema che non ci sembra imminente o le cui conseguenze non sono immediatamente visibili.

Ma è proprio in questi casi che, con il passare del tempo, si creano delle incrostazioni che rischiano di compromettere il funzionamento di caldaie industriali, silos, forni, filtri a sacco, scambiatori di calore, ventilatori industriali, scrubbers, condotti e alloggiamenti dei filtri a maniche.

I settori industriali coinvolti sono i più disparati, basti pensare a:

  • il pulviscolo dell’industria della ceramica;
  • le polveri d’acciaio delle fonderie o delle acciaierie;
  • il gesso dell’industria del cemento;
  • le sostanze polverose del settore alimentare, chimico o farmaceutico;
  • le ceneri di combustione delle centrali elettriche.

Le incrostazioni che si formano sono il risultato della presenza di polveri incombuste o di polveri stoccate che, se non rimosse correttamente, tendono a solidificare rischiando di danneggiare il macchinario o comprometterne il funzionamento.

Vediamo insieme qualche esempio:

  • nei ventilatori industriali l’accumulo di depositi sulle pale può sbilanciare il rotore e causare pericolose vibrazioni;
  • nelle caldaie e negli scambiatori di calore i depositi di cenere possono intasare i tubi;
  • nei silos i materiali rischiano di depositarsi e creare delle ostruzioni.

In tutti questi casi si pensa erroneamente che la rimozione della polvere preveda una qualche tipo di soluzione ingombrate, costosa, di difficile installazione/rimozione o, peggio ancora, che interrompa il ciclo produttivo.

New Componit ha, invece, sviluppato le trombe SAFEFON®, un sistema di pulizia acustica che, a differenza dei sistemi più tradizionali, come martelli, soffiatori d’aria e riavvolgitori meccanici, è versatile ed efficiente nella rimozione delle polveri.

Le onde sonore di bassa frequenza ed alta intensità danno vita a dalle vibrazioni interne che colpiscono i depositi residuali esercitando un effetto fluidificante. Gli impulsi sonori sono emessi da un generatore pneumatico e la loro frequenza è poi modulata da un diffusore che può avere varie forme e dimensioni a seconda dei requisiti dell’applicazione e delle esigenze di installazione.

Il sistema di pulizia sonora Safefon®:

  • non provoca effetti collaterali alle strutture;
  • è di facile installazione;
  • funziona in maniera del tutto automatizzata;
  • non prevede il fermo impianto;
  • garantisce una riduzione dei costi operativi e di manutenzione.

Vuoi migliorare comfort e performance nel tuo impianto con una soluzione su misura?

 

Quante differenti necessità ci sono nel mondo dei ventilatori industriali e degli impianti di aspirazione di aria e fumi?

Consapevoli delle molteplici opportunità di questi prodotti, sono i ventilatoristi stessi ad essere sempre più coinvolti nella ricerca del prodotto più adatto alle loro specifiche esigenze. Di conseguenza noi che realizziamo soluzioni tessili per la gestione del calore e del rumore, siamo sempre più spesso coinvolti da società che producono ventilatori industriali per risolvere problematiche trascurate fino a pochi anni fa.

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I processi di tutti gli impianti industriali prevedono la presenza di tubazioni per il passaggio di fluidi o liquidi.

Le tubazioni sono solitamente collegate da flange utilizzate per il congiungimento da un tubo all’altro; per prevenire gli incidenti a persone o attrezzature è bene utilizzare dei copriflangia.

Esistono infatti delle protezioni per flangia: sono degli scudi progettati con tessuti tecnici o in acciaio inossidabile; i copriflangia di tipo tessile sono realizzati in teflon idoneo a resistere a fluidi aggressivi e alle alte temperature (fino a 300°).

I copriflangia in acciaio sono invece studiati per evitare che i getti pericolosi dei fluidi ad alta pressione o temperatura finiscano addosso a persone o cose.

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Negli impianti di produzione energia a ciclo combinato, servono dei giunti tessili davvero performanti, da utilizzare nei condotti di scarico della turbina a gas.

Temperatura dei fumi, turbolenza, pulsazioni, ecc. sono infatti molto gravosi per i giunti tessili.

Nel ciclo combinato, inoltre, servono giunti tessili efficaci anche nel tratto di uscita dalla caldaia al camino, dove i fumi sono più freddi, ma più carichi di condense aggressive.

Dunque, servono dei giunti tessili estremamente efficaci, come i Piperflex!

New Componit, infatti, ha dato vita a una vera e propria Task Force, per modificare gli obsoleti giunti metallici con i Piperflex, estremamente performanti.

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